Giro di Romandia 2026, Tadej Pogačar domina e gli organizzatori sono contenti: “Genera interesse e garantisce visibilità – Pagato per esserci? No. L’unico che chiese qualcosa fu Lance Armstrong, ma rifiutammo”
Tadej Pogačar si è presentato da unico e indiscutibile favorito al Giro di Romandia 2026. Lo sloveno non aveva mai corso prima d’ora la gara a tappe della zona francofona della Svizzera e ha così la possibilità di aggiungere un nuovo trofeo a una bacheca di successi personali già sterminata. Il bi-campione del mondo non sta lesinando energie, come è sua consuetudine, e nelle prime due tappe in linea ha già offerto parecchio spettacolo, attaccando in salita e alzando le braccia su entrambi i traguardi. Corsa chiusa e per certi versi “monotona”, quindi? Dal punto di vista agonistico, probabilmente sì, ma ci sono altri aspetti da tenere in considerazione.
La presenza del campione della UAE Emirates XRG fa felice, e molto, l’organizzazione del Giro di Romandia, che peraltro non sta vivendo un momento roseo dal punto di vista della disponibilità economica. “Già dallo scorso giugno sapevamo che c’era la possibilità che Pogačar sarebbe venuto – le parole del direttore di corsa, Richard Chassot, in un’intervista concessa a WielerFlits – Conosco molto bene Mauro Gianetti (il direttore generale della squadra emiratina – ndr) e fu lui a dicembre a chiamarmi per dirmi che stavano definendo il programma 2026 e che sarebbero sicuramente venuti qui da noi. Poi, non siamo stati tranquilli fino all’ultimo, perché sappiamo come funziona il ciclismo, fra cadute e malattie”.
L’organizzazione del Giro di Romandia 2026 smentisce categoricamente di aver fornito un contributo economico per favorire la presenza di Pogačar: “Assolutamente no – le parole di Chassot – Non ci hanno mai chiesto nulla e, comunque, non ne abbiamo le possibilità. L’unica richiesta che abbiamo ricevuto in tal senso risale a molto tempo fa e fu per avere Lance Armstrong al via. Rifiutammo. Con Pogačar è tutto diverso: ci hanno detto che veniva perché voleva vincere e la sua squadra ci ha dato persino disponibilità per aiutarci nella comunicazione”.
La presenza del più grande corridore del presente (e non solo, probabilmente) può aiutare una gara storica, che versa però in acque non tranquille? “Se vince, ci garantisce maggiore visibilità – aggiunge il dirigente svizzero – E magari farà anche squillare più frequentemente i nostri telefoni, se qualche sponsor vorrà contattarci. Corridori come lui generano un interesse più ampio. Sono più speciali rispetto alle precedenti generazioni di campioni, anche per via del seguito che hanno sui social e sulla stampa”.
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